Ode al vento occidentale: la scintilla è tornata

Tra vecchi Nuraghi e belanti pecore si consuma la prima sanguinosa resa dei conti nel centro-destra. Sarà una lunga guerra quella che si profila all’orizzonte, di amici ora nemici e di j’accuse mancati. Sono due populisti senza popolo, Matteo e Giorgia. Non c’è più la vecchia intesa, quel collante che li ha visti abbracciati sui palchi di mezza Italia nell’estate di quasi due anni fa. Giorgia Meloni affila i coltelli e grida pubblicamente al tradimento, l’Otello shakespeariano di questa storia sarda. Desdemona in questa tragedia politica veste i panni di Matteo Salvini che annulla ospitate TV e diserta il Consiglio dei Ministri.

Su un aereo in rotta verso Cagliari si ritrovano invece due vecchi amici che per tanto – troppo – tempo sono stati distanti. Elly e Giuseppe si studiano a tratti circospettosi, gioiscono e festeggiano.

È un vento favorevole quello che li accompagna tra le nuvole, un libeccio che spira dall’isola verso il continente. Nè i meteorologi nè i radar più sofisticati lo avevano identificato con certezza. Ma alla fine è arrivato anche se pochi naviganti si erano accorti che qualcosa presto sarebbe cambiato.

E’ il trionfo del centro-sinistra, l’alleanza originale, si ravviva una vecchia fiamma che era mancata da tempo. Il fuoco si era spento, è vero, ma la scintilla era ancora lì nascosta da qualche parte.

È il campo giusto – ma non ancora largo – quello che consegna la vittoria nelle mani di Alessandra Todde. Manca ancora un tassello, quello più difficile da incastrare, per assistere alla reale potenza di fuoco di questa testuggine macedone. Per ora va bene così, il risultato c’è ed è notevole. Sarà l’Abruzzo a mostrare se le condizioni saranno sufficientemente buone per provare a fare un ulteriore passo in avanti.

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“Hey, che fine ha fatto il mio pacco?”: la crisi nel Mar Rosso e il suo impatto nel commercio globale

Nella primavera del 1914 vi era una particolare espressione linguistica che saltava di bocca in bocca nei principali ambienti culturali europei. Da Cambridge ad Oxford fino ai salotti parigini si parlava di “Polveriera d’Europa” in riferimento alla situazione potenzialmente esplosiva che si andava delineando nei Balcani. Era l’alba del primo conflitto mondiale e di un nuovo ordine europeo.

Un secolo più tardi e quasi 5000 km in direzione Sud-Est la situazione presenta ancora un potenziale deflagrante. I risvolti dei fatti di Gaza si sono espansi a macchia d’olio e hanno gettato la regione medio-orientale in uno stato di profonda instabilità geopolitica. E’ in questo quadro di estrema complessità che si innesta l’attacco degli Houthi yemeniti alle navi mercantili dirette verso i porti israeliani. Forti dell’appoggio iraniano che vede in loro preziosi alleati per diffondere il pensiero sciita in una regione a forte prevalenza di sunniti, gli Houthi sono tra gli attori principali che hanno alimentato il conflitto yemenita negli ultimi anni e convinti sostenitori della causa palestinese.

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UNA PROPOSTA PER IL COMMERCIO DI VICINATO: L’IDEA DI GIORGIO GORI

Un approccio innovativo per affrontare il problema della chiusura sempre più diffusa dei negozi nelle città e nei piccoli comuni è di adottare un modello simile a quello degli accordi territoriali utilizzati per gli affitti residenziali, ma applicato al commercio al dettaglio. Questi accordi incentiverebbero i proprietari ad abbassare i canoni di affitto, offrendo loro vantaggi fiscali come la cedolare secca e sconti sull’Imu.
Molte città stanno affrontando il problema della chiusura di negozi a causa della concorrenza dei grandi centri commerciali e dell’e-commerce ma preservare il commercio di vicinato è importante per molti motivi, non ultimo perché la desertificazione aumenta anche la percezione dell’insicurezza. Tra i temi, l’aumento dei canoni di affitto e l’inflazione che colpiscono gli operatori commerciali che non sono proprietari dei locali in cui operano è quello certamente prioritario.
L’ipotesi di applicare una misura simile alla cedolare secca agli affitti commerciali potrebbe essere una soluzione efficace. Questo approccio potrebbe favorire la riduzione dei canoni di affitto, stimolando così la sopravvivenza del commercio locale. Inoltre, questa misura potrebbe avere un impatto positivo sia sulle proprietà immobiliari che sugli operatori commerciali, contribuendo a mantenere vivo il tessuto commerciale delle città. La proposta è convincente e potrebbe essere un’opportunità strutturale per affrontare questa sfida economica.