L’Europa Sostenibile

Riporto la relazione frutto del dibattito emerso dal tavolo Europa Sostenibile tenutosi in occasione della Assemblea nazionale del Partito Democratico e dell’iniziativa “L’Europa che vogliamo” a Roma il 15 e 16 Dicembre scorso.

Giorgio Laguzzi

———————————————–

Per l’Europa, l’Italia e gli Stati Membri la sfida verde rappresenta sicuramente uno dei passaggi cruciali dei prossimi anni. Tale sfida si snoda attraverso diversi settori, in parte interconnessi tra loro, riguardanti politiche ambientali, politiche del lavoro, politiche energetiche e politiche agricole.

Diverse indagini tra la popolazione e gli stakeholder tendono a dare percentuali elevate di fiducia sia allo sviluppo economico sia alla transizione verde separatamente come forme di creazione di benessere per la società e per gli individui, ma tendono a rilevare bassa fiducia ad uno sviluppo economico improntato alla transizione verde.

Serve invece concepire sempre più lo sviluppo sostenibile come una vera opportunità per un nuovo piano di politica industriale a livello Europeo e per gli Stati Membri.

GREEN DEAL DAL CUORE ROSSO

Un piano di transizione verde che si basi dunque su solidi pilastri sociali e che inoltre interpreti questa trasformazione come una grande opportunità di creazione di posti di lavoro di qualità e dell’alto valore aggiunto. In questa direzione vanno lo European Pact for Skills e la European Skills Agenda, i quali hanno già portato a decine di partnership su larga scala nell’ecosistema industriale europeo, coinvolgendo diversi stakeholder tra cui piccole e medie imprese, camere di commercio, enti di formazione e portando ad una riqualificazione a livello europeo di 6 milioni di lavoratori operanti in settori green.

Come dimostrato dai dati elaborati dal CETO (Clean Energy Technology Observatory) i cosiddetti lavori green sono ad alto valore aggiunto in termini di produttività, con un livello medio del 20% superiore agli altri settori. Si affianca inoltre la necessità di implementare politiche atte ad eliminare le disuguaglianze di genere che sono strutturalmente presenti anche in questo comparto. Per affrontare questi problemi possono essere messe in campo diverse iniziative:

  • rafforzare la Strategia Università in seno all’UE attraverso il potenziamento del programma Erasmus con particolare focus sulle materie STEM;
  • rinforzare una alleanza Università-Industria su materie prime, tecnologie solari, pompe di calore, materiali a base biologica, idrogeno verde, circolarità e digitale;
  • trattare le spese per la formazione da parte delle imprese come investimento e non come costi operativi ai fini fiscali e delle agevolazioni;
  • potenziare il ruolo del Fondo per la Giusta Transizione e il Fondo Sociale Europeo per finanziare processi di formazione in lavori green di qualità e per garantire politiche di coesione sociale per mitigare le eventuali esternalità negative sulle fasce più deboli della popolazione e cogliere l’opportunità dei lavori green come un modo per rimettere in moto l’ascensore sociale.

In Italia, diversi report di Unioncamere prevedono entro il 2026 una crescita del 63% dei lavori green, con un fabbisogno tra settore privato e pubblica amministrazione superiore ai 2 milioni di lavoratori. Secondo ANPAL, i settori maggiormente interessati nell’industria sono le public utilities, la chimica, la farmaceutica, materie plastiche, trasporti, ma anche settori come trasporto, logistica, alloggio e ristorazione per quanto riguarda i servizi. Tra le figure professionali con possibilità di rivestire ruoli-chiave sia nel settore privato come anche nella PA troviamo l’energy manager, il mobility manager, il tecnico di smart city. Specificatamente, il tema della mobilità sostenibile è sicuramente un settore fondamentale che interessa le amministrazioni a livello sia comunale sia regionale nell’organizzazione del trasporto pubblico locale.  

POLITICHE ENERGETICHE

Una dimensione fondamentale della transizione verde e del Green Deal riguarda le politiche energetiche. I risultati ottenuti al termine dei lavori Cop 28 rappresentano un passo avanti anche se non del tutto soddisfacenti. Positivo il fatto che il ruolo delle fonti rinnovabili sia emerso chiaramente, così come importante l’indicazione delle fonti fossili come responsabili del cambiamento climatico. Negativo è invece l’abbandono del phasing out per lasciare spazio ad un ben meno netto transitioning away. Oltre che per l’ovvia ragione di aumento dell’utilizzo di fonti rinnovabili per l’abbattimento dei livelli di CO2, dopo lo scoppio della guerra Russia-Ucraina e le recenti vicende internazionali è divenuta ancor più pressante la necessità di una maggior autonomia europea in termini di strategia energetica. In questa direzione vanno sia il Piano Industriale Green Deal del Febbraio 2023 sia il REPowerEU messo in campo dalla Commissione nella primavera 2022.

Continua a leggere “L’Europa Sostenibile”

Piangiamo la perdita di Edita Gojak, una nostra concittadina onoraria

La notizia che un’amica di Alessandria e nostra cittadina onoraria ci abbia lasciato è arrivata improvvisa. Edita Gojak è stata per anni ambasciatrice attenta e profonda conoscitrice dell’intera Italia e soprattutto della nostra città.  Gentile, profonda, donna di cultura, amante della musica e di ogni arte, parlava e scriveva in Italiano fluentemente. Fu dal primo giorno che le città di Alessandria e Karlovac firmarono il patto di gemellaggio negli anni Sessanta che mai mancò ad un appuntamento. Ebbe modo di conoscere in 50 anni tutti i più illustri personaggi alessandrini, da Eco a tutti i Sindaci.

Continua a leggere “Piangiamo la perdita di Edita Gojak, una nostra concittadina onoraria”

La Citta estesa: conurbazione e integrazione territoriale

In queste settimane c’è stato il passaggio ufficiale anche del Comune di Valenza, insieme ad altri comuni del Valenzano, per l’adesione al Consorzio servizi sociali (Cissaca).

Nelle modalità di composizione e di nomina del Consiglio di Amministrazione in vista di questo importante cambiamento, il Comune di Alessandria ha deciso di cedere una propria nomina nel Cda a Valenza; sulla base di questa decisione dunque Alessandria nominerà due membri (di cui uno sarà il Presidente), non più tre, Valenza uno, infine due membri i Comuni più piccoli. Ovviamente vi sarebbero state anche altre possibili soluzioni, ma al di là di alcune varianti del tutto legittime, il paradigma da seguire sarebbe comunque stato quello di trovare una sintesi avanzata per dare il giusto equilibrio di rappresentanza.

La linea che proponiamo da quando ci siamo insediati e che, prima ancora, abbiamo esposto in campagna elettorale è di dialogo con i Comuni, soprattutto della piana alessandrina, per superare, anche attraverso i Consorzi e le Aziende partecipate, eccessi di campanilismo e proporre modelli di integrazione territoriale. Nulla di cui stupirsi quindi se Alessandria fa un gesto di apertura a Valenza. Meglio iniziare a ragionare insieme per quello che siamo, non sulla base di confini amministrativi. Nel caso specifico dei servizi sociali, la scelta dei Comuni del Valenzano consente di avere d’ora in avanti la dimensione socio-assistenziale del Distretto Asl corrispondente a quella dei Comuni del Cissaca: uno strumento in più per coordinare meglio i servizi da offrire.

Continua a leggere “La Citta estesa: conurbazione e integrazione territoriale”

THE BIG SHORT: COSA STA SUCCEDENDO SUI MERCATI FINANZIARI?

Nel lontano 2005 un piccolo gruppo di eccentrici broker di Wall Street prese una decisione che agli occhi dei grandi player finanziari appariva folle: scommettere contro il “solidissimo” settore immobiliare americano, comprare Credit Default Swap a protezione dei CDO sui titoli garantiti da ipoteca e aspettare il collasso del sistema finanziario statunitense. Fecero quella che venne successivamente ribattezzata “la Grande Scommessa” e la vinsero contro tutte le aspettative.

Quei mercati oggi appaiono ancora una volta confusi, senza una meta precisa e incapaci di vedere oltre un orizzonte temporale a breve termine. O meglio, si guardano bene dal farlo. A Wall Street non è più tempo di “Grandi Scommesse” ma solo di vigile attesa.

Arrivano i primi segnali di un indebolimento cinese trascinato dalla crisi del debito sul settore immobiliare con il colosso Evergrande in passivo di oltre 300 miliardi di dollari e che di recente ha mancato il pagamento di capitali ed interessi su un bond da 4 miliardi di yuan. Ma anche il gruppo Country Garden, sempre impegnato nel settore delle costruzioni, appare in difficoltà segnando una perdita record di oltre 6 miliardi. Si propaga così una crescente apprensione per il futuro del mattone cinese che contribuisce ad oltre un quarto dell’economia di Pechino. Come riflesso, le esportazioni cinesi hanno subito una battuta di arresto addirittura superiori alle attese stimate dagli analisti di settore. In questa complicata situazione si inserisce il Piano attuativo presentato dalla Commissione nazionale per lo Sviluppo e la Riforma che mira a rispolverare dogmi di riecheggio keynesiano per trovare una via di uscita. Una rivalutazione interna con un accrescimento della domanda domestica per riaccendere i consumi in una popolazione con l’enorme potenziale di oltre un miliardo di potenziali consumatori.

La strettissima dipendenza tra l’export orientale e le economie occidentali preoccupa anche le nostre economie. La prima a farne le spese è la Germania, tradizionalmente esposta fortemente sul lato delle esportazioni. La vecchia locomotiva d’Europa si prepara a leggere il dato di un calo di 0,6% sul PIL, quasi il doppio rispetto alle aspettative primaverili. La recessione è prospettata sulla base della debolezza dell’industria e i consumi privati affossati dalle politiche restrittive della BCE. I Bund decennali registrano per tali ragioni i rendimenti più alti dalla crisi degli Spread del 2011 ad oggi.

Con l’invasione russa dell’Ucraina nel Febbraio 2021, il combinato disposto tra le politiche monetarie della Fed e lo scacco matto all’Europa sugli approvvigionamenti di gas sembrava orientare le aspettative dei mercati verso il ritorno del temibile mostro degli anni ‘70: la stagflazione. A quel punto i board delle banche centrali si trovarono a dover prendere una decisione: “Potevano scegliere fra la stagflazione e la recessione. Scelsero la seconda ma potrebbero non riuscire ad evitare la prima”, avrebbe affermato lo statista anglosassone tra un sigaro e l’altro.

Continua a leggere “THE BIG SHORT: COSA STA SUCCEDENDO SUI MERCATI FINANZIARI?”

Giulia Giustetto – Inaugurazione aule dedicate a Jorg Luther e Daiana Eufrunzina Neagoe

Giulia Giustetto, Consigliere Comunale di Alessandria

La giornata di ieri, 26 settembre, rappresenta una data molto importante per tutta la comunità accademica. Presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche di Alessandria, alla presenza del Rettore Gian Carlo Avanzi, a Palazzo Borsalino, sono state inaugurate al primo piano un’aula per le lezioni dedicata al prof. Jorg Luther ed un’aula studio dedicata alla studentessa Daiana Eufrunzina Neagoe, entrambi scomparsi prematuramente nel 2020 e nel 2019.

La cerimonia si è svolta con la commozione di tutti i presenti, compresi i docenti ai quali è stato sapientemente affidato un ricordo del prof. Luther e di Daiana Neagoe.

La professoressa Tripodina ha raccontato di un uomo, il professor Luther, stimato dentro e fuori la comunità accademica, a cui si è dedicato completamente, fino all’ultimo giorno. Oltre al curriculum eccezionale, al riconoscimento della comunità accademica anche al di là dei confini dell’Italia che lo ha identificato come “giurista europeo”, il professore è stato ricordato come persona umile, ironica, in grado di stimolare lo spirito critico degli studenti, di regalare sempre un punto di vista interessante, lucido, originale ai colleghi.

Si è distinto perché per primo, con grandissimo rispetto, ha creduto nelle capacità dei suoi studenti e li ha aiutati a crescere.

Ha portato l’accademia nel mondo e il mondo dentro l’accademia, con sguardo critico e intelligente sulla realtà, ma con una profondità culturale e giuridica indelebile. Nello stesso pomeriggio, è stato presentato il libro, pubblicato postumo, del prof. Luther dal titolo «Pratica dei diritti fondamentali».

Il professor Mazzola e la direttrice del dipartimento di Giurisprudenza Serena Quattrocolo, nel ricordare Daiana, hanno regalato il ritratto di una ragazza dedita allo studio, che ha saputo interpretare e sfruttare al meglio tutte le occasioni di integrazione, di relazione e di formazione che l’Università può dare. Studentessa e ragazza seria, umile, curiosa, corretta, laboriosa, forte, a cui la professoressa Quattrocolo ha dedicato il suo ultimo libro.

Descrizione che alcuni studenti hanno condiviso: nelle molteplici attività che svolgeva, dava importanza e significato al rapporto umano con chi si poneva dinnanzi, non ha mai chiuso la porta a nessuno, ma anzi ha sempre teso una mano, aperto al dialogo e alla voglia di trovare soluzioni, anche a problemi comuni, come nella sua attività di rappresentante degli studenti al DIGSPES.

La cerimonia di ieri è stata più di un ricordo di due stimate persone scomparse, più di un’inaugurazione. E’ stata caratterizzata dalla rinnovata consapevolezza dell’importanza del legame fra comunità e Università, ha rinforzato la serietà e la forza del lavoro che si svolge insieme, tratti essenziali, affatto banali e in comune proprio nelle personalità del professor Luther e di Daiana Neagoe.

Le aule inaugurate, luoghi di studio, ma anche di aggregazione e di relazione tra studenti e docenti, saranno dunque anche luoghi di ricordo, di ispirazione e di consapevolezza per tutti coloro che utilizzeranno quegli spazi in Università.

Ferragosto 1971 – riflessione a 52 anni dal Nixon shock

Giorgio Laguzzi, la nostra community

Ferragosto, Ferragosto.

Oltre alla ricorrenza di origine pagana dovuta ad Ottaviano, per chi è appassionato di storia della politica monetaria, il 15 Agosto rappresenta la ricorrenza del cosiddetto Nixon shock, ossia il giorno in cui il presidente americano sospese la convertibilità del dollaro in oro, rompendo così il sistema monetario che venne pattuito a Bretton Woods, sul finire della seconda guerra mondiale.

Nel 1944, le trattative a Bretton Woods furono simbolicamente una tenzone tra i progetti di John Maynard Keynes e Harry Dexter White. Il compromesso che venne fuori fu un sistema sicuramente più schiacciato sulla proposta dello statunitense White, in primis per via del maggior peso geopolitico assunto dagli USA in quegli anni, ormai chiaramente il nuovo egemone globale. Gli accordi di Bretton Woods portarono ad un sistema dollaro-centrico, in cui tutte le valute nazionali erano agganciate al valore del dollaro, il quale a sua volta era però agganciato all’oro. Questo avrebbe permesso una maggior flessibilità rispetto al sistema aureo, i cui limiti erano ormai chiari da oltre un secolo di storia e di conflitti, ma al contempo avrebbe costretto il dollaro, valuta nazionale al centro però di un sistema monetario internazionale, ad avere (almeno formalmente) un vincolo esterno e non ad essere solo arbitrio della FED, la Banca Centrale Statunitense.

(da sinistra: Harry Dexter White e John Maynard Keynes)

Keynes uscì ampiamente deluso dalla trattative, poiché sebbene il nuovo sistema all’apparenza portasse alcuni organismi che formalmente potevano somigliare a quanto da lui proposto, nella sostanza il suo grande progetto uscì sconfitto. Il sistema dollaro-centrico si impose sul sistema Bancor, che per Keynes avrebbe dovuto essere una valuta internazionale indipendente da qualsiasi specifica nazione, e dunque senza nessuna valuta nazionale che avesse rivestito un ruolo privilegiato sulle altre. Keynes aveva a lungo studiato la storia della politica monetaria e visto sul campo i pro e contro di diversi sistemi. Storicamente, il ruolo della moneta fu sempre una oscillazione tra Locke e Fichte, tra la moneta-merce con (presunto) valore “naturale”, e la moneta fiduciaria, con valore deciso dallo Stato sovrano. La disputa insomma tra la moneta intesa come regolatrice degli scambi internazionali e la moneta come processo di contratto sociale all’interno di un sistema-Stato.

Keynes era ben consapevole che un sistema complessivamente per reggere avrebbe dovuto tener conto di entrambi gli aspetti. Propose dunque un sistema a due livelli, fondamentalmente; il livello nazionale, dove i singoli stati avrebbero avuto un certo margine di flessibilità nel poter gestire la politica monetaria e accoppiarla alla loro politica fiscale; è un secondo livello, per regolare gli scambi internazionali, ovvero una moneta di riserva internazionale, il Bancor. I rapporti tra i due livelli sarebbero stati gestiti all’interno di una Camera di compensazione, un organismo internazionale in grado di ridurre gli sbilanciamenti commerciali tra i diversi Stati, con una doppia funzione; stimolare i paesi debitori a migliorare i propri parametri economici, ma anche redistribuire risorse dai paesi creditori ai debitori, in modo da evitare eccessi di competizione tra Stati, i quali eccessi si erano mostrati causa di conflitti nei decenni precedenti. Dagli accordi di Bretton Woods, come abbiamo detto, uscì vincitore però il dollaro e non il Bancor.

Nel 1971, la già posizione privilegiata del dollaro uscì ulteriormente rafforzata dal Nixon shock, che come abbiamo visto sospese la convertibilità in oro, mettendo la FED ancor più al centro del sistema monetario internazionale. Fu l’inizio di un sistema a cambi fluttuanti con una serie di evoluzioni del sistema monetario che aveva rotto le rigidità del sistema aureo, ma che metteva una singola valuta con una posizione fortemente egemonica al centro del sistema. Le conseguenze furono un sistema altamente finanziarizzato, in cui gli USA mantennero l’equilibrio di una bilancia commerciale spaventosamente in deficit per decenni con un “risucchio” finanziario operato tramite la centralità di Wall Street nel sistema finanziario internazionale.

La sospensione della convertibilità in oro di una valuta che fungeva da centro del sistema internazionale non fu una novità del 1971. Ad esempio, un precedente storico di grande rilievo fu la sospensione della convertibilità in oro della sterlina annunciato dalla Banca d’Inghilterra nel febbraio del 1797 e mantenuta sino al 1821. Questo fu il primo caso, di rilievo globale, in cui venne testato un sistema incentrato su moneta fiduciaria, con una gestione della politica monetaria da parte delle banche centrali in senso moderno.

Continua a leggere “Ferragosto 1971 – riflessione a 52 anni dal Nixon shock”

Una pillola su reddito di cittadinanza e crisi di sistema

Giorgio Laguzzi, la Nostra Community

Sul reddito di cittadinanza si sta consumando l’ennesima farsa.

Forme di sostegno a persone che versano in situazione di povertà assoluta, o anche relativa, esistono in molti paesi moderni (per non dire tutti). Oltre che essere un fattore etico, tali sussidi sono uno dei metodi con cui il sistema nel suo complesso evita il collasso durante le crisi economiche, poiché permette meccanismi compensativi, ossia stabilizzatori, automatici di redistribuzione del reddito e di sostegno alla domanda interna.

Il fatto che un meccanismo debba essere migliorato e perfezionato di volta in volta poiché spesso nelle fasi inziali porta a forme varie di elusione non dovrebbe impedire di osservare l’importante ruolo che queste forme di sostegno rendono. Se dovessi dirla tutta, nella messa a terra del reddito di cittadinanza ormai 5 anni fa, forse andava seguita maggiormente la traccia già impostata dal reddito di inclusione, ampliandone ovviamente la base e le risorse messe in campo. Ma questi sono dettagli.

La cosa che invece è assurdo fare è credere che forme tipo RdC siano un danno per un sistema economico, con la motivazione presunta che queste sottraggano produttività e forza lavoro. Al di là di casi, che ovviamente ci saranno sempre in qualsiasi contesto, di persone che eludono e approfittano in maniera furbesca, non possiamo non vedere che le cause principali della crisi economica in cui versano i nostri sistemi occidentali siano ben altre.

Noi abbiamo da ormai 15 anni, in maniera continuativa e ininterrotta, una estrazione di valore economico “dal basso verso l’alto” come mai era avvenuto nella storia recente, con eccezione fatta forse all’inizio del 900, periodo che infatti, non a caso, precedette una fase molto turbolenta.

Continua a leggere “Una pillola su reddito di cittadinanza e crisi di sistema”

Giulia Giustetto – La Sinistra delle Suppellettili

Considerazioni generali a margine della Giornata internazionale contro l’omo – lesbo – bi – transfobia.

Nel giro di pochi anni social, parlare di diritti civili è diventata prima una novità, poi una “moda”, infine un dispetto.

Il mantra del momento, in grado di spostare il consenso elettorale, è: “ci sono cose più urgenti”.

La banalizzazione del dibattito pubblico, o meglio, del dibattito anarchico dei social, cui si incorre troppo spesso, peraltro, porta a considerare i diritti civili come i diritti che alcune comunità “ritengono” di dover rivendicare nelle ricorrenze, come quella del 17 maggio, la Giornata internazionale (non nazionale, appunto) contro l’omo-lesbo-bi-transfobia, o quando le forze politiche di destra lanciano quelle due o tre provocazioni annuali su certe invenzioni propagandistiche, quali il commercio di bambini, l’ideologia gender e la sostituzione etnica; a tal proposito, il silenzio assordante che propongono alla cittadinanza di fronte alle discriminazioni, o alle tragedie di violenza, è decisamente la cosa più imbarazzante e grave.

La realtà è un po’ più complessa di così.

Continua a leggere “Giulia Giustetto – La Sinistra delle Suppellettili”

3 MAGGIO 2023, 855° Compleanno di ALESSANDRIA: Discorso del SINDACO

Giorgio Abonante, Sindaco di Alessandria, la nostra Community

Le 855 primavere della nostra Città sono connotate da un carattere capace di reagire con forte spirito di coesione alle molte difficoltà e ai periodi bui della nostra storia.

Recentemente, seppur in condivisone con l’intero pianeta, siamo stati chiamati a fronteggiare una malattia, il COVID, e le conseguenze anche sociali ed economiche che si sono abbattute sulla nostra comunità. Nonostante i lutti e le sofferenze, grazie anche al sistema sanitario nazionale e alle persone che lo animano quotidianamente, la nostra città ha voltato pagina, anche se ciò che è accaduto in quei mesi ha mostrato che gli investimenti in sanità devono aumentare e devono essere di qualità. Tornerò su questo punto fra poco.

Per farlo, occorre rileggere molti dei momenti fondanti della nostra comunità vecchia di 855 anni di vita: dalla nascita, sotto la benedizione papale contro l’impero, che segna la crescita di nuove categorie sociali vogliose di emergere, alle grandi battaglie, agli accordi di pace, al periodo spagnolo passando per quello napoleonico fino a giungere ai Savoia e, poi, alla nascita dell’Alessandria democratica e repubblicana con il ruolo determinante della popolazione civile nella resa dei tedeschi.

Il ‘900 tra Tanaro e Bormida, infatti, è stato un laboratorio politico di grande interesse, non senza ombre ma con intelligenze altissime che hanno dato valore enorme alla comunità culturale e politica alessandrina.

Proprio a partire da questa considerazione dobbiamo coltivare l’ambizione di inserirci in questa tradizione, a partire dall’allontanare gli schemi preconfezionati della vita politica e partitica nazionale, pur nel rispetto dei diversi valori in campo, per raggiungere risultati migliori.

Quali sono? Coerentemente con la condizione sanitaria tratteggiata poco fa, le drammatiche liste d’attesa ridotte dai privati a prezzi inarrivabili per la classe media e i ceti meno abbienti, dotare Alessandria, e il territorio che ad essa afferisce, di un nuovo Ospedale che sia la punta di diamante di un sistema sanitario e assistenziale in grado di migliorare sensibilmente il livello dei servizi alle difficili condizioni date e che abbia uno sviluppo urbanistico coerente con le esigenze della nostra città e del territorio che inevitabilmente servirà.

Continua a leggere “3 MAGGIO 2023, 855° Compleanno di ALESSANDRIA: Discorso del SINDACO”

Elly Schlein è la donna giusta al momento giusto

(di Giorgio Laguzzi)

Riassumere in poche righe le ragioni che portano a sostenere una candidata alla segreteria del partito è sempre impresa ardua. Il rischio è quello di scrivere lunghi esercizi di retorica, che poco interessano un potenziale lettore, iscritte e iscritti, cittadine e i cittadini. Tali esercizi retorici solitamente, a seconda delle sfumature, portano a svolgere un tema che parli di errori commessi, distacco dalla base, dalle periferie, dal popolo; poi a seconda delle sensibilità, chi sostenga eccessi di radicalismo nella proposta altrui, chi eccessi di centrismo. Tutte cose sacrosante, in parte vere, ma che sentiamo spesso ripetere ad ogni congresso, ad ogni sconfitta elettorale, e che dunque appaiono ormai sempre più svuotate di un vero e più profondo significato.

Per quanto mi riguarda, cercando di evitare, per quanto possibile, di tediare con arzigogoli il lettore sul motivo del mio sostegno ad Elly Schlein, ho scelto 3 passaggi, a mio avviso molto significativi della sua mozione, che assumono un significato profondo di rilancio di una azione politica che deve tornare ad essere coinvolgente, per rigenerare un partito che pare a tratti stanco, poco dinamico e incapace di generare entusiasmo e attrazione verso i ceti sociali più popolari e anche le fasce di popolazione più giovani.

Le piazze non bastano se non trovano sponda nella rappresentanza” – Riportare al centro l’importanza della politica e dei partiti nei nostri sistemi democratici. Ritornare all’idea che il movimentismo di piazza rischia di esaurirsi in un fuoco di paglia se non è incanalato nella capacità organizzativa di un partito, capace di muovere la massa critica e permettere che le istanze delle piazze possano incidere a livello di politiche effettive nei diversi livelli istituzionali.

La comunità politica deve ritornare ad essere intelligenza collettiva” – Pensare il partito non come una somma di individui e di militanti, ma come una comunità politica in grado di esprimere e muoversi come soggetto collettivo. Il ritorno forte del termine “intelligenza collettiva” per marcare la differenza con la visione politica che ha visto curvare il sano pensiero liberale verso un degenere pensiero individualista e soggettivo, intriso di interessi particolari.

Il welfare deve essere visto come un investimento e non come un costo” – Ritornare a pensare il welfare come uno strumento per l’emancipazione delle persone, in grado dunque di saper creare valore all’interno della nostra società, e superare dunque la visione obsoleta del welfare come peso e fardello sullo sviluppo economico. Sanità pubblica deve essere un termine chiave nel nostro lessico, ammettendo errori e sottovalutazioni fatte in passato anche dal nostro partito.

Continua a leggere “Elly Schlein è la donna giusta al momento giusto”