
Dieci tendenze da osservare nell’anno che viene
La prossima tarda primavera i cittadini di Alessandria saranno chiamati alle urne per rinnovare o confermare la guida della propria comunità. Le nebbie cominciano a diradarsi e i candidati iniziano a prendere forma. Domenica scorsa la segreteria cittadina del Partito Democratico ha impalmato Giorgio Abonante (ABO) come proprio candidato Sindaco. Fra breve, gli altri contendenti affileranno le armi e presenteranno i loro campioni. Varrebbe la pena chiederci quale sarà il contesto internazionale nel momento in cui il cittadino “mandrogno” depositerà la sua scheda nell’urna? Normalmente scenari nazionali e internazionali non incidono sulle priorità locali o sulle motivazioni dei votanti, ma lo scorso e l’attuale doloroso epilogo della pandemia non sono da considerarsi del tutto irrilevanti. Ogni anno il The Economist mette alla prova la propria “clairvoyance” (chiaroveggenza) e quasi sempre ci azzecca.
Se il 2021 è stato l’anno in cui il mondo ha ribaltato le sorti della pandemia, il 2022 sarà dominato dalla necessità di adeguarsi alle nuove realtà, sia in ambiti ridisegnati dalla crisi (il nuovo mondo del lavoro, il futuro dei viaggi) sia come tendenze più profonde che ancora si riaffermano (l’ascesa della Cina, l’accelerazione del cambiamento climatico). Ecco i dieci temi e le tendenze da tenere d’occhio nel prossimo anno.
1 Democrazia v. autocrazia (1 Democracy v autocracy). Le elezioni di medio termine americane e il congresso del Partito comunista cinese porteranno alla luce la spiccata rivalità dei loro sistemi politici. Qual è la soluzione migliore per fornire stabilità, crescita e innovazione? Questo confronto compendierà l’intera area del sapere, dal commercio alla regolamentazione tecnologica, dalle vaccinazioni alle stazioni spaziali. Mentre il presidente Joe Biden cerca di radunare il mondo libero sotto la bandiera della democrazia, il suo paese così disfunzionale e così diviso è una cattiva pubblicità per i suoi meriti.
2 Da pandemico a endemico (2 Pandemic to endemic). Stanno arrivando nuove pillole antivirali, migliori trattamenti anticorpali e più vaccini. Per le persone vaccinate nel mondo sviluppato, il virus non sarà più pericoloso per la loro vita. Ma rappresenterà ancora un rischio mortale nei paesi in via di sviluppo. A meno che non s’intensifichino le vaccinazioni, il covid-19 diventerà solo una delle tante malattie endemiche che affliggono i poveri ma non i ricchi.
3 Le preoccupazioni per l’inflazione (3 Inflation worries). Le interruzioni della catena di approvvigionamento e un picco nella domanda d’energia hanno fatto salire i prezzi. I banchieri centrali dicono che è temporaneo, ma non tutti ci credono. La Gran Bretagna è particolarmente a rischio di stagflazione, a causa della carenza di manodopera post-Brexit e della sua dipendenza dal costoso gas naturale.
4 Il futuro del lavoro (4 The future of work). C’è un ampio consenso sul fatto che il suo futuro sarà “ibrido” e che più persone trascorreranno più giorni a lavorare da casa. Ma se si entra nei dettagli c’è ampia divergenza. Quanti giorni e quali? E sarà giusto? I sondaggi mostrano che le donne sono meno pronte a tornare in ufficio, quindi potrebbero rischiare di essere scartate per le promozioni. I dibattiti incombono anche sulle norme fiscali e sul monitoraggio dei lavoratori a distanza.
5 Il conflitto tra big tech e governi (5 The new techlash). I regolatori in America e in Europa hanno cercato di tenere a freno i giganti della tecnologia per anni, ma devono ancora intaccare la loro crescita o i loro profitti. Ora la Cina ha preso il comando, sferzando le sue aziende tecnologiche a mezzo di una brutale repressione. Il presidente Xi Jinping vuole che esse si concentrino sulla “tecnologia profonda”, il cui sviluppo fornisce vantaggi geostrategici, non sulle frivolezze come i giochi e sulle opportunità per incrementare il consumo. Ma questo stimolerà l’innovazione cinese o soffocherà il dinamismo del settore?
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